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.. scorro le pagine polverose ed ingiallite di vecchi cataloghi.. 28° Esposizione Nazionale di Pisa 30 Giugno 1974, 433 cani iscritti: 8 i Labrador, 6 maschi e 2 femmine.. di cui 7 di proprietà dell'allevamento di Montetuscio fondato dal grandissimo cinofilo Dott. Beppe Benelli.
Non sono certo i numeri che siamo abituati vedere oggi in esposizione... il grande boom di questa splendida razza ha fatto la fortuna di grandi allevatori (intesi come persone che sapevano come e "quanto" riprodurre i propri soggetti) e purtroppo anche di tanti "cagnari" senza scrupoli, il più delle volte allevatori di 3 o 4 razze diverse (casualmente le più "di moda") che organizzano veri e propri allevamenti intensivi senza sapere spesso nulla di studi sulle diverse linee di sangue e, ciò che è peggio, all'oscuro o completamente incuranti delle gravi malattie che possono essere trasmesse ai cuccioli dai riproduttori quali la displasia dell'anca e del gomito e le oculopatie ereditarie.
Scorro ancora.. altro libricino "storico"... 1° raduno nazionale Retrievers Club Italiano 11 ottobre 1981, Fattoria "IL MONTE" - Galliano di Mugello (FI), 36 cani iscritti.. 3 golden, 33 Labrador... non c'è che dire... un "bell'incremento" di soggetti ed una "presa di coscienza" di diversi appasionati che negli anni si sono "organizzati" ed hanno fondato un Club di Razza ( R.C.I. ) .
Una cosa oggi attira il mio sguardo.. quanti di quegli allevatori- espositori continuano ad allevare Labrador a distanza di oltre 20 anni?
E così ci troviamo a riflettere su come partì la nostra ricerca di un cucciolo di Labrador.. eravamo determinati ad avere il ns. primo soggetto, lo volevamo robusto e rustico, dolce ed equilibrato... così lo descrive lo standard e "sulla carta" era il cane per noi, per la nostra famiglia... non sapevamo ciò che ci aspettava !?!
Siamo quindi partiti "armati" di tante aspettative ed entusiasmo ed abbiamo fatto una lista di una decina di allevamenti reputati seri dalle diverse riviste specializzate.. non ci spaventava viaggiare, in fondo cercavamo un compagno di vita che ci sarebbe rimasto accanto per anni... non volevamo un pelouche "usa e getta".. volevamo "vedere" i cani da vicino, conoscere i loro allevatori e capire perchè avevano deciso di allevare questa razza e come trattavano i loro cani...
Abbiamo incontrato veri appassionati che hanno capito cosa cercavamo e ci hanno accolto nelle loro case, ma siamo purtroppo passati anche per molti Lagher pluriblasonati e con nomi altisonanti che ci hanno davvero aperto gli occhi. L'iniziale entusiasmo che ci aveva mossi è purtroppo stato sepolto in quei luoghi ma si è fatta posto nel nostro cuore un'emozione nuova... negli occhi di alcuni allevatori avevamo trovato una luce particolare, contaggiosa, ed ancora oggi, a distanza di anni, guardando i ns. "ragazzetti pelosi" ringraziamo di aver avuto l'istinto di scartare alcune proposte anche se pareva di "perdere un'occasione" e la fortuna di aver incontrato quelli che ora sono i ns. più cari amici e collaboratori.
Non c'è che dire... siamo stati davvero fortunati... ma oggi, nonostante l'enorme offerta di informazione è ancora accettabile che una così bella esperienza sia frutto della fortuna? E' giusto stare a guardare o peggio fingere di non vedere quando certe persone sfruttano i loro animali al limite e spesso oltre il tollerabile? E' giusto permettere loro di "buttare sul mercato" una miriade di cani spesso malati e di nessun valore cinofilo? Questi potenziali riproduttori quali soggetti produranno a loro volta? Dove stà andando a finire il bene della razza? Questi sono i pensieri che continuavano a "ronzarci" nella testa ed uniti alla gande passione che cresceva nei ns. cuori sempre più, ci ha portati alla decisione di allevare questo splendido animale: produrre pochi e selezionati soggetti, fare in modo che si "facessero notare" e dessero l'occasione a molti di riflettere su come debba essere un vero Labrador, dedicare gran parte del nostro tempo a fornire informazioni, il più delle volte non finalizzate alla vendita... proprio per questo più incisive ed apprezzate.
E' nostra convinzione che chi voglia un cane sia una persona con una sensibilità speciale.. e se amiamo i ns. cani non possiamo affidarli a persone che non ci piacciano... va da sè che se la prima fase dell'allevamento è la selezione dei cani, la seconda (e forse più impegnativa) è sicuramente la selezione degli acquirenti.... e se una persona o meglio una famiglia ci piace a tal punto da affidarle un ns. cucciolo, non può diventare che un'amico, di quelli che ti assillano con mille dubbi e domande, che ti svegliano nel cuore della notte perchè il piccolino ha mal di pancia e si lamenta, che ti chiedono, un pò imbarazzati... "come faccio ad insegnargli a "sporcare" fuori di casa?.." o che molto candidamente ti chiedono... "ci accompagnate alla ns. prima esposizione?"... anche se si trovano a "soli" 3-400 Km da noi... come dire di no?
Tutto questo è parte di noi.... sarebbe come rinnegare il ns. essere... questo è anche il motivo che ci spinge ad avere due sedi e diversi collaboratori su tutto il territorio nazionale... vogliamo seguire i ns. piccolini anche durante la crescita e possibilmente la loro futura riproduzione. Per lo stesso motivo per noi è quasi una "regola" fare poche cucciolate l'anno per ogni Centro e mai più di 3 nella vita di una femmina (sono i ns. cani.. vivono con noi e ci seguono ovunque... dobbiamo avere il tempo di coccolarceli e di seguire al meglio i loro cuccioli. Vogliamo dare loro il tempo di rimettersi in forma anche perchè se una femmina non è al 100% non può trasmettere granchè ai suoi piccoli.. ).
Spesso ci troviamo anche a cercare di aiutare a risolvere gli eventuali problemi di "comportamento o di convivenza" dei cani di coloro che non li hanno acquistati da noi... questo non ci ferma... in fondo pensiamo sempre di più agli animali che ai loro padroni... e quando non potremo più fare tutto ciò, smetteremo di allevare... lo facciamo perchè stiamo bene con i ns. cani, ci piace questo tipo di "famiglia allargata" e, cosa molto importante, fortunatamente abbiamo tutti un'attività professionale che ci permette di vivere e non siamo costretti a "far cani" per pagare le bollette ... |